Laila, Ho!

Le Dolomiti, con il loro maestoso scenario naturale, sono da sempre immagine e ricordo delle nostre terre. Tra queste colorate valli si erge impetuoso e compatto il monte Pelmo, che con i suoi 3.168 metri, domina la valle Zoldana e quella Ampezzana. A questa imponente figura si è ispirato il poeta e compositore Bepi De Marzi. Le Dolomiti, quali montagne incantate! Non ce ne sono di così belle in nessuna altra parte del mondo. Sono talmente belle che si innamorano l'una dell'altra. Ed è proprio così che dice questa canta: il monte Pelmo, che si trova in provincia di Belluno nei pressi di Corina d'Ampezzo, è innamorato. Parlando d'amore mette scompiglio tra le montagne circostanti che si fanno belle per lui.

Aprite le porte
Sulle note della fanfara, in testa al battaglione, gli Alpini cantavano questo motivo con passo cadenzato e con allegra spavalderia, magari dopo una faticosa marcia di addestramento.

Les Montagnards

Alfred Roland viene trasferito a  Bagnerès-de-Bigorre nei Pirenei francesi, come dipendente dell’ufficio delle imposte. Questo musicista dilettante, già violinista e compositore, rimase colpito dalla naturale polifonia con la quale i suoi concittadini eseguivano le melodie tradizionali. Fondò a sue spese una scuola di musica, il “Conservatorio di Bagnères”. Dopo pochi mesi il coro della scuola si esibì nel primo concerto riscuotendo un lusinghiero successo.

Sei anni dopo nel 1838 quaranta coristi, il maestro e una carrozza trainata da sei cavalli partirono per la grande tournée che li portò attraverso tutta l’Europa e il Medio Oriente. Si esibirono a Parigi, Londra, Bruxelles, poi a Mosca dove furono ricevuti dalle Zar, a Vienna e a Roma alla presenza del Papa. Si recarono anche al Cairo, a Gerusalemme e a Costantinopoli dove li ricevette il sultano. Portarono per tutto il vecchio mondo la loro musica, la musica delle montagne, e la Tyrolienne des Pyrénées mise radici un po’ ovunque diventando di volta in volta “Halte là! les Montagnards”,"Les MOntagnards, “Montagnes Pyrénées”, “Montagnes Savoyardes” e, in Valle d’Aosta “Montagnes Valdôtaines”.